L’alternanza che non esiste
23 AGO 20

Il sig. Sarkozy, perse le elezioni, decide di ritirarsi. Hollande è nomenuovo a sinistra, uscito dalle primarie. Alternanza dunque, non solo trapartiti al governo ma anche, anzi soprattutto come uomini alla guida deipartiti. E’ l’unico modo per avere una democrazia funzionante. In Italia di tutto ciò nemmeno si parla, chi lo fa viene preso per pazzo. Il padrone-presidente Berlusconi, nonostante lo sfascio del suo governo, i problemi con ragazzine allegre e la sconfitta elettorale, è, per i suoi, evidentemente intoccabile. Il “fattore” Alfano, l’uomo di fiducia, scelto del capo per tenere in riga mezzadri e portaborse, forse farà da capro espiatorio, forse no.Col Bossi poi siamo alla barzelletta. Il Senatur, cui ormai è capitato ditutto e di più, è per ora semi-ritirato, ma, se lo chiederà la base (chisarà poi sta base, forse i parenti?), per il partito, tornerà.E si potrebbe continuare con Fini, Casini, Bersani, D’Alema, etc.., tuttiintramontabili, nella perfetta scia della Dc anni 70-80, quella degliAndreotti & co. E poi parlano di alternanza e meritocrazia. Per gli altri, si intende.